1. Sintesi del progetto
Il progetto prevede la trasformazione dell’area precedentemente
occupata in località Campotizzoro dallo stabilimento SEDI,
appartenente al Gruppo Orlando-SMI, in un ‘polo di sviluppo’
destinato ad accogliere altre attività economiche.
L’iniziativa viene incontro alla necessità
di rivitalizzare l’economia della Montagna Pistoiese, contribuendo
a mantenere, a fianco delle tradizionali attività turistiche
e a quelle agro-alimentari in fase di crescita, una significativa
presenza artigianale e industriale, fondata sulla disponibilità
di alte professionalità e di una rete di imprese di subfornitura..
Condizione per realizzare questo obiettivo
è la disponibilità di spazi che diano alle imprese
esistenti possibilità di espansione, e incentivino il trasferimento
a Campotizzoro di attività di nuova creazione o provenienti
da altre zone.
Lo sfruttamento a tale scopo di un’area
ormai storicamente destinata ad attività industriali, invece
di utilizzare aree attualmente a verde, corrisponde in pieno alle
esigenze di tutela ambientale.
Il progetto risponde pienamente agli indirizzi
del DOCUP obiettivo 2 della Regione Toscana (2000-2006) e ha già
ottenuto pareri favorevoli per l’inserimento fra le principali
iniziative che otterranno il sostegno economico dei Fondi Strutturali
comunitari.
E’ stato anche condiviso dal ‘tavolo
di concertazione’ attivato in occasione della crisi della
società SEDI e composto dai rappresentanti degli Enti locali,
delle imprese e dei sindacati dei lavoratori, che ha individuato
come attuatore del progetto il CII PISTOIA, Centro di Impresa e
Innovazione, società consortile a maggioranza pubblica e
senza finalità di lucro. Il Consiglio Comunale di San Marcello
ha confermato con propria delibera del 20 marzo 2000 tale indicazione.
L’iniziativa è sostenuta e supportata,oltre
che dagli Enti Locali, dalla Camera di Commercio e dalle Associazioni
Imprenditoriali della Provincia di Pistoia e ha ottenuto l’adesione
dello stesso Gruppo Orlando, dichiaratosi disponibile a una collaborazione
concreta mediante accordi che consentano la disponibilità
dell’area a condizioni e con una tempistica che consentirà
di ottimizzare il programma dal punto di vista finanziario.
Il progetto non consiste in una mera operazione
immobiliare, ma prevede la creazione di un '‘polo di sviluppo’
corrispondente ai modelli più attuali in Europa, in grado
cioè di offrire, oltre agli spazi, servizi collettivi utili
a migliorare la competitività complessiva delle imprese ospitate
e a compensare le eventuali diseconomie derivanti dalla localizzazione
montana.
Si tratterà in particolare di "servizi
avanzati per le imprese, per l’innovazione, per la società
dell’informazione, per lo sviluppo della multimedialità,
per la creazione di nuove imprese, incubatori, laboratori, ecc….."
. A questa parte del progetto ha dichiarato il suo interesse la
stessa Europa Metalli, collocata nell’area adiacente.
Tali servizi contribuiranno ad accrescere l’interesse
della proposta di localizzazione per le PMI; possiamo ipotizzare
per esempio anche la conclusione di convenzioni con i gestori telefonici
per garantire linee in grado di sostenere gli attuali fabbisogni
telematici (circolazione dati, tele-conferenze, sistemi di rete,
ecc…), uno sportello bancario automatico per le operazioni
più semplici, contratti di ‘qualità’ per
le forniture energetiche, l’attivazione di un eventuale centro
di raccolta e stoccaggio per materiali di scarto, ecc…. Una
particolare attenzione sarà prestata a tutto ciò che
può accelerare e semplificare lo start-up delle imprese,
compresa la creazione di un ‘incubatore’.
2. L’area ex-SEDI
L’area oggetto dell’intervento
ha visto l’insediamento della Società Metallurgica
Italiana dei fratelli Orlando nella seconda metà del 1910
per la produzione di munizionamento militare, a completamento degli
insediamenti precedenti di Mammiano, Fornaci di Barga e Limestre.
Lo stabilimento ha da allora costituito il centro industriale della
Montagna Pistoiese, proseguendo la tradizione delle antiche ferriere,
alcune delle quali furono direttamente rilevate dal gruppo Orlando,
specializzato nella lavorazione dei metalli non ferrosi e in particolare
del rame.
L’impatto dell’iniziativa ha caratterizzato
in modo indelebile gli assetti socio-economici delle comunità
locali, assicurando nel tempo livelli culturali e di reddito assai
più simili a quelli delle aree forti della pianura che a
quelli di altre aree appenniniche.
Oggi l’insediamento industriale a cavallo
della S.S.66, che le evoluzioni tecnologiche e di mercato hanno
reso sovradimensionato rispetto alle attività del gruppo
Orlando ospitate, costituisce ancora una volta una opportunità
irripetibile e una risorsa irrinunciabile per il futuro della Montagna.
Si tratta dunque di cogliere questa occasione
con un progetto di ampio respiro che non si limiti a un semplice
recupero edilizio, ma si ponga l’obiettivo di realizzare un
nuovo insediamento con caratteristiche innovative, per sollecitare
la localizzazione nell’area di nuove attività economiche
in grado di produrre ricchezza, creare posti di lavoro e avviare
un ‘circuito positivo’ di rilancio socio-economico che
contrasti il progressivo invecchiamento della popolazione e lo spopolamento
conseguente, la trasformazione delle residenze in seconde case,
l’abbandono del territorio, ecc…
Occorre pertanto tenere conto che l’insediamento
delle imprese è in genere determinato da motivazioni razionali,
dalla presenza di fattori ambientali favorevoli alle attività
da realizzare.
Così è stato anche in passato,
quando l’industrializzazione della montagna è dipesa
dalla ampia disponibilità di acqua e di legname, necessari
ai processi metallurgici. In una fase successiva ha probabilmente
avuto rilevanza la disponibilità di mano d’opera particolarmente
preparata. In anni più recenti molte localizzazioni sono
state determinate dalla disponibilità di spazi e dalla vicinanza
a reti di trasporto.
Oggi, con il ridimensionamento delle attività
manifatturiere e la crescita di quelle terziarie, si è aperta
una nuova fase; i criteri di localizzazione attuale sono molto diversi:
il fattore spazio è meno rilevante, mentre lo sono i servizi
in grado di migliorare la competitività, e anche la qualità
della vita di imprenditori e addetti.
L’area interessata dal progetto è
di circa 100.000 mq, di cui circa 35.000 edificati, per un volume
complessivo di circa 200.000 mc.
Le strutture esistenti sono state edificate
in tempi diversi, ma sono tutte in buono stato dal punto di vista
della statica e della manutenzione. Naturalmente le loro caratteristiche
risentono della appartenenza ad una unica unità produttiva;
sono pertanto previsti interventi di ristrutturazione, e in alcuni
casi demolizione, necessari all’adattamento alle nuove funzioni.
3. L’analisi delle condizioni
Il progetto prende spunto dalla constatazione
che i vincoli ambientali e l’estensione delle aree residenziali,
l’oggettivo peggioramento della qualità della vita
nei centri urbani, la saturazione delle aree industriali e dei sistemi
di mobilità, che rende sempre più disagevole il pendolarismo
anche su tratte brevi, costituiscono tutti elementi convergenti
verso una valorizzazione delle opportunità di localizzazione
di attività economiche in aree sinora considerate poco appetibili
proprio perché decentrate.
Nella stessa direzione si indirizza la crescente
importanza delle fasi ‘immateriali’ del ciclo produttivo
e delle attività ‘terziarie’, che appaiono meno
vincolate dalla vicinanza geografica alle aree industriali tradizionali.
Si ritiene che la creazione di un ‘polo
di sviluppo’, oltre che far fronte alle esigenze di crescita
di alcune aziende locali, possa attirare nuove imprese e innesare
un ‘circuito virtuoso’ dal punto di vista dell’indotto
diretto e indiretto (attività commerciali, mercato immobiliare,
iniziative per il tempo libero, ripresa demografica, ecc…).
Sono già state raccolte numerose manifestazioni
di interesse, e anche sollecitazioni da parte di imprese locali
che vedono nella possibilità del nuovo insediamento l’occasione
per nuovi investimenti, favoriti anche dalla collocazione nell’area
ob.2 della UE, beneficiaria almeno fino al 2006 di sostanziosi contributi
comunitari.
Per l’importanza dell’iniziativa
e degli effetti positivi che può avere su un’area sensibile
come la montagna, l’operazione non può che prevedere
la partecipazione più ampia possibile delle rappresentanze
locali; non deve però essere dimenticata l’esigenza
di una gestione dinamica e in grado di assumere le necessarie decisioni
operative nei tempi e con la snellezza richiesta dal mercato.
La soluzione della gestione da parte di una
struttura mista pubblico-privata consente di garantire da un lato
la massima rappresentatività nel momento della impostazione
delle decisioni di fondo, e dall’altro la disponibilità
di una struttura esecutiva di tipo privatistico in grado di operare
con rapidità ed elasticità.
La natura del soggetto gestore risulta fortemente
condizionante per la buona riuscita dell’iniziativa perché
determina la quota di contributi ottenibile da fondi di provenienza
comunitaria.
Vista anche l’urgenza di disporre di
tale strumento in tempi brevi, si è operata la trasformazione
del Centro di Impresa e Innovazione – CII PISTOIA srl in società
consortile, operazione facilitata sia dall’ampia rappresentanza
di enti locali e imprese presenti nella società, che dalle
attività da essa svolte. Incidentalmente tale trasformazione
anticipa alcuni orientamenti della stessa Commissione Europea per
l’intera rete dei BIC.
La funzione della struttura consortile non
si esaurirà comunque con l’insediamento delle imprese,
dato che essa dovrà assicurare la presenza di alcuni servizi
centralizzati per la imprese insediate e per l’intero territorio.
Il CII avrà dunque una sua sede nell’area,
presso la quale saranno coordinati o erogati i servizi, dedicata
in particolare al sostegno di nuove iniziative imprenditoriali che
potranno essere temporaneamente ospitate in un ‘incubatore’,
alla promozione delle attività presenti e a facilitare l’accesso
di nuove imprese.
4. L’intervento
In concreto l’intervento progettato consiste
nella trasformazione dell’attuale stabilimento SEDI in un’area
attrezzata in modo innovativo per ospitare attività produttive
in grado di generare occupazione e sviluppo, fortemente competitiva
con le alternative attualmente disponibili in altre zone dell’area
metropolitana.
Per la realizzazione del progetto l’area
sarà acquisita dal CII PISTOIA scrl, che provvederà
a progettare gli interventi generali di risistemazione e alla predisposizione
dei servizi collettivi, procedendo successivamente a mettere a disposizione
i singoli lotti alle imprese richiedenti.
L’intera iniziativa si articola nelle
seguenti fasi, che saranno realizzate anche parallelamente, quando
ciò sia possibile, allo scopo di anticipare al massimo la
disponibilità degli immobili per le aziende richiedenti:
1. Interventi generali Adeguamento
degli strumenti urbanistici: variante PRG Comune di S. Marcello
e definizione del Piano di Recupero
progettazione dell’area dal punto di vista urbanistico (viabilità,
aree di sosta, distribuzione dei volumi, individuazione dei lotti,
distanze di rispetto, ecc…) (già avviata)
progettazione dei servizi a rete (acqua, metano, energia elettrica,
linee telefoniche, ecc….) e degli altri servizi (incubatore,
rete telematica, ....)
promozione dell’area e raccolta delle manifestazioni di interesse
attivazione del consorzio di gestione dei servizi collettivi
2. Interventi specifici Progettazione degli interventi
di ristrutturazione sui singoli immobili realizzazione degli interventi
infrastrutturali e di ristrutturazione immobiliare (per lotti) emissione
di ‘pubbliche offerte’ per l’assegnazione dei
singoli lotti assegnazione degli immobili e insediamento delle imprese.
L’intervento richiederà una riorganizzazione degli
spazi e dei percorsi che comporterà numerose demolizioni,
una diversa sistemazione degli accessi (che terrà conto anche
delle esigenze della viabilità esterna), la creazione di
un sistema per le soste. Può essere ipotizzato, se le condizioni
esterne lo consentiranno, il collegamento della viabilità
interna all’area con l’area produttiva del Cassero.
E’ prevista la realizzazione di lotti
destinati ad ospitare unità produttive di dimensioni
e caratteristiche diverse per far fronte alle
differenti necessità delle imprese candidate. Sarà
inoltre possibile procedere alla cessione di alcuni lotti già
dotati di impianti e attrezzature speciali: depuratori atmosferici,
carri-ponte, ecc...
5. I servizi per le imprese
Il progetto prevede il recupero e la valorizzazione
di alcune caratteristiche presenti nell’area e derivate dalla
sua precedente destinazione.
Appare in particolare sino da ora opportuno
mantenere, ripristinare o ristrutturare:
le reti di distribuzione della energia elettrica
e del metano,
il sistema di smaltimento delle acque industriali,
la rete antincendio (già esistente e alimentato da depositi
in quota),
il sistema di video-controllo dell’area
Deve essere valutata l’opportunità del ripristino di
un sistema di distribuzione centralizzata di vapore/calore.
Sarà creata ex-novo invece la cablatura
a fibre ottiche dell’intera area.
Alcuni servizi verranno messi a disposizione
dal CII: incubatore, saletta per incontri, presentazioni, ecc....
Ulteriori iniziative sono allo studio: eventuale
creazione di impianti di cogenerazione, creazione di un’area
di stoccaggio per MPS, ecc...
Nell’area è prevista la presenza
di ulteriori servizi gestiti da terzi, fra i quali: un punto ristoro,
un eventuale sportello bancario, ecc... Verrà inoltre incentivata
la localizzazione di imprese per la gestione delle manutenzioni,
dei servizi di pulizia, ecc....
6. Il piano finanziario
Il progetto prevede, dal punto di vista finanziario,
un saldo uguale a zero.
L’insieme dei costi sostenuti per l’acquisizione
dell’area e la sua ristrutturazione dovrà cioè
trovare il proprio corrispettivo nelle entrate derivanti dalla cessione
o dalla locazione degli immobili messi a disposizione delle imprese.
In base a quanto previsto dalle normative comunitarie
gli immobili devono essere ceduti a prezzi che non creino turbative
alla concorrenza, corrispondenti cioè al prezzo di mercato
o al costo complessivo sostenuto per la ristrutturazione.
Le finalità dell’intera operazione,
che prevede la localizzazione a Campotizzoro anche di nuove attività
produttive, impongono comunque il mantenimento dei prezzi di vendita
a livello competitivo e tale da incentivare la localizzazione in
area montana.
Allo scopo di realizzare le infrastrutture
necessarie alla riconversione dell’area, di dotarla di servizi
avanzati, utili fra l’altro a recuperare il gap rappresentato
in alcuni casi dalla localizzazione montana, di realizzare gli interventi
necessari a garantire la massima compatibilità ambientale
e di realizzare alcuni servizi collettivi al territorio, il progetto
prevede l’utilizzazione di strumenti di sostegno previsti
dalla legislazione regionale, nazionale e comunitaria.
Allo scopo di ridurre al massimo l’esposizione
finanziaria è comunque prevista la cessione dei vari lotti
appena saranno stati realizzati i singoli interventi di ristrutturazione,
anticipando così i tempi di rientro.
7. Le procedure di assegnazione
L’assenza del fine di lucro da parte
dell’ente gestore è alla base dell’intero progetto.
Questa circostanza, unitamente alle condizioni previste dall’intervento
dei Fondi Strutturali comunitari, esclude sia che l’assegnazione
dei lotti possa essere effettuata al migliore offerente, sia che
si possa procedere a trattativa privata.
Sarà pertanto necessaria l’emissione
di bandi che prevedano criteri oggettivi di selezione fra le imprese
candidate, coerenti con le finalità del progetto.
Per tutti i richiedenti condizione per l’assegnazione
sarà la dichiarata disponibilità a usufruire dei servizi
comuni, allo scopo di contenerne i costi per tutte le imprese insediate.
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