| La
nascita di una nuova impresa richiede sempre un investimento finanziario
iniziale che può costituire un ostacolo insormontabile per
molti aspiranti imprenditori che non dispongono delle garanzie reali
richieste in genere dal sistema bancario per la concessione di crediti.
La professione dell’imprenditore richiede inoltre conoscenze
e competenze sempre più ampie, spesso ottenibili solo con
l’esperienza diretta.
Un buon progetto di impresa, che presenti garanzie di successo,
deve dunque prevedere, quando necessario, insieme alle fonti finanziarie
la collaborazione di persone esperte e professionalmente preparate,
che possono costituire una risorsa essenziale.
A queste due esigenze intendono far fronte i BIC (Business Innovation
Center) toscani, con la creazione della rete BIG BAN, alla quale
possono rivolgersi aspiranti imprenditori che non dispongano della
totalità dei mezzi finanziari necessari al decollo della
loro impresa, e ritengano utile essere affiancati nella fase di
avviamento da un manager esperto, che si senta coinvolto nel progetto
e se ne assuma almeno in parte il rischio. La figura in grado di
rispondere a entrambe queste esigenze è ormai generalmente
definita ‘Business Angel’.
Chi è il Business Angel
Il Business Angel è di solito una persona
fisica, che ritenendo un progetto di impresa valido e in grado di
avere successo, investe privatamente nell’impresa in fase
di avviamento e di primo sviluppo fornendo anche la propria competenza
manageriale; tecnicamente è anche definito ‘investitore
informale’ perchè questa forma di investimento non
trova riconoscimento in alcuna normativa, ma nasce spontaneamente
sulla base della fiducia, della convenienza e dell’apprezzamento
reciproco tra investitore e aspirante imprenditore.
I Business Angel di solito sono ex imprenditori,
manager in attività o in pensione, liberi professionisti;
sono dotati di un discreto patrimonio personale e in grado di offrire
alla piccola impresa non solo capitale ma anche competenze gestionali,
conoscenze tecnico-operative, e una consolidata e diffusa rete di
relazioni con il mondo degli affari e della finanza. Infatti, grazie
al loro background professionale sono in grado di analizzare il
mercato, individuare vincoli e opportunità, prevedere le
esigenze di capitale dell’impresa nella fase di avviamento,
in modo tale da poter attuare una valida pianificazione finanziaria
dell’idea in cui decidono di investire. Solitamente investono
in settori nei quali hanno operato e dei quali conoscono caratteristiche,
vincoli e opportunità, oltre che in settori ad alto potenziale
di crescita e/o high tech.
Le loro priorità d’investimento hanno non solo una
dimensione settoriale e industriale, ma anche geografica: di solito
il Business Angel preferisce investire non troppo distante dalla
propria regione di residenza. La capacità di investimento
si aggira in media, a livello europeo, intorno ai € 80.000;
in termini più ampi va dai € 50.000 ai € 250.000.
Tipicamente l’intervento si realizza con l’acquisizione
di una partecipazione a medio termine di minoranza al capitale dell’impresa;
obiettivo è naturalmente ottenere una significativa plusvalenza
in sede di dismissione: la percentuale di rendimento desiderato
è in media del 20% del capitale investito.
L’intervento finanziario è temporaneo, di solito copre
un periodo dai 3 ai 5 anni e si conclude con la maturità
dell’impresa, momento in cui il Business Angel cede la propria
partecipazione allo stesso fondatore o, in accordo con lui, ad altri
imprenditori del settore. Obiettivo prioritario del Business Angel
non è percepire periodicamente i dividendi, ma realizzare
un elevato utile al momento dello scioglimento del rapporto; per
poterlo ottenere opererà al meglio perché l’impresa
cresca, si sviluppi e si consolidi sul mercato.
Dove nasce la categoria dei Business Angel e come si diffonde in
Europa prima e in Italia poi.
La categoria dei Business Angels è nata
negli U.S.A. inizialmente per finanziare spettacoli di Broadway,
poi per finanziare imprese nascenti a cui, dato il notevole potenziale
di rischio, gli investitori istituzionali erano un po’ restii
a concedere credito.
Negli U.S.A. la categoria dei Business Angels non è omogenea,
ci sono infatti tre diverse tipologie:
1. i wealth maximizing angel che investono in settori ove possono
mettere a frutto le loro capacità ed esperienza professionale,
aspirando a ricoprire ruoli dirigenziali;
2. gli income seeking angel, che hanno una minore disponibilità
economica rispetto ai precedenti, sono relativamente più
avversi al rischio, investono in settori di cui conoscono le caratteristiche
e cercano un’occupazione full time o part time che garantisca
un ritorno periodico dell’investimento;
3. i virgin angel, generalmente con scarsa esperienza in qualità
di business angel, investono in modo significativo e principalmente
nella propria zona di residenza ma necessitano di consulenze per
la selezione dei progetti da finanziare.
I business angel operativi allo stato attuale in Europa sono circa
150.000, concentrati prevalentemente nel Regno Unito, e in effetti
qui le percentuali d’investimento su aziende in fase di seed
o start - up salgono al 60 % dell’ammontare degli investimenti
dei Business Angels . Si capisce che il fenomeno è comunque
solo agli inizi nel momento in cui si da un’occhiata oltre
oceano, negli U.S.A. il numero delle società che ricevono
capitali di rischio da business angel è 30-40 volte superiore
a quello delle società che vengono finanziate dal formal
venture capital, e l’ammontare totale investito dai business
angel è due volte quello investito dai connazionali venture
capital. Si può comprendere meglio il valore aggiunto dei
business angels individuando i tipi di investimenti che vanno a
realizzare, da uno studio condotto dalla rete IBAN (Italian Business
Angels Network) si evince infatti che su 25 progetti selezionati
e presentati ad un gruppo di Business Angel nel primo semestre del
2000, ben il 40 % coinvolge internet o le telecomunicazioni e riguarda
per l’80 % la fase di start – up. Certamente si deve
ricordare che il periodo considerato dall’indagine era quello
di maggior successo del settore informatico, però tale indagine
è comunque indicativa del tipo di scelta cui era orientato
il Business Angel. L’attività che svolge il BAN è
diretta anche a fare in modo che questi investa anche nelle PMI
del settore, ad esempio, manifatturiero. Volendo comunque approfondire
il discorso dei finanziamenti nel settore tecnologico, uno studio
della PricewaterhouseCoopers condotto per conto della Commissione
nel 2000 ha accertato che il reale livello d’investimento
in capitale di rischio (desunto dagli investimenti nel settore dei
computer e delle comunicazioni) in rapporto al Pil dei Paesi membri
non è ancora adeguato alla dimensione del mercato europeo
delle tecnologie dell’informazione. Un’indagine svedese
ha posto in rilievo un altro aspetto: più del 60 % degli
investimenti hanno luogo a 60 chilometri dalla residenza principale
dell’investitore, per vari motivi tra cui la possibilità
del Business Angel di essere presente quanto più possibile
sul posto e di ottimizzare il tempo. Rapportando tale risultato
al nostro Paese il fattore da considerare come rilevante non è
tanto la distanza, quanto il tempo necessario a percorrere tali
distanze.
Vari studi hanno evidenziato come la presenza di Business Angel
in Italia sia ancora poco visibile, però in espansione ed
è percepita positivamente. Infatti specie le aziende in fase
di start – up o di recente costituzione, vedono in lui una
figura manageriale di supporto apportatrice di capacità gestionali
e finanziarie. Nel nostro sistema è possibile individuare
tre tipi di Business Angels.
Quello costituito da ex imprenditori o imprenditori in attività,
dotati di un discreto patrimonio personale che tendono ad investire
per assumere posizioni di prestigio. Questi sono tipicamente proattivi,
ambiziosi e profondamente radicati nella realtà degli affari
e orientati ai risultati. Avendo un proprio blackground professionale
sono idonei a prevedere il potenziale di crescita di una start –
up , le sue esigenze finanziarie e gestionali nella fase di avviamento
e di primo sviluppo.
Ci sono poi i liberi professionisti (commercialisti, avvocati e
consulenti aziendali) che di solito investono o per conto proprio
o per conto di facoltosi clienti, in aziende con cui hanno rapporti
di lavoro. Di solito queste sono personalità locali detentrici
di un potere economico e politico a livello locale, che hanno influenti
conoscenze presso le autorità del luogo e le istituzioni
finanziarie e riescono a dare visibilità e credibilità
alle aziende.
Ultima tipologia è costituita dai vertici aziendali delle
piccole banche, più che altro banche popolari e di credito
cooperativo, le quali hanno una buona visibilità sulle realtà
imprenditoriali locali e facilitano le possibilità di accesso
al credito ordinario locale.
Il contatto tra i proponenti l’idea
e BIG BAN
Gli imprenditori portatori di un' idea o un
progetto di business che desiderano aderire alla rete BIG
BAN possono contattarci all’indirizzo e-mail:
ciibis@tin.it,
oppure telefonare allo 0573.964482.
E' possibile compilare la scheda contatto,
più una scheda di approfondimento relativa all’idea
imprenditoriale scaricando i modelli direttamente dal sito web di
Promofirenze e rinviandoli via fax allo 050573 964486.
Le schede sono diverse nel caso si tratti di
una nuova impresa o una impresa esistente che intende realizzare
in investimento innovativo.
In entrambi i casi è necessario compilare anche la scheda
di approfondimento dati relativi per consentire una prima valutazione
del caso.
Il BIG BAN si impegna fin dal primo contatto a mantenere la riservatezza
sulle informazioni ottenute.
Esaminate le informazioni fornite nella scheda relativa all’idea
imprenditoriale e valutata la presenza dei requisiti minimi il BIG
BAN, se lo ritiene opportuno, organizza un primo incontro con il
proponente l’idea. Se il riscontro è positivo, il proponente
firmerà il contratto di adesione alla rete.
Tutte le idee raccolte dalla Rete BIG BAN verranno poi sottoposte
al vaglio del Comitato di Valutazione delle idee a livello regionale.
Se l’idea viene valutata interessante, il proponente verrà
ammesso a partecipare al forum degli investimenti e dovrà
redigere un business plan relativo alla sua idea imprenditoriale
e alcuni materiali di presentazione del progetto. Nel caso in cui
il proponente lo ritenga necessario, la rete BIG BAN fornirà
le necessarie consulenze.
Se nel corso degli incontri predisposti l’idea viene selezionata
da un Business Angel, si procede con la negoziazione dell'accordo
di collaborazione (che la struttura BAN può contribuire a
definire) e al BIG BAN è dovuta dall'imprenditore e dal proponente
l'idea un rimborso spese del 2% (nell'ammontare dell'1% ciascuno)
dell'apporto di capitale investito.
Valutazione dell’idea imprenditoriale
e preparazione dell’incontro con i potenziali investitori
Il BIG BAN effettua una prima valutazione dei
progetti presentati dai proponenti l’idea imprenditoriale.
A seconda della fase di sviluppo (ricerca, stadio iniziale o avvio)
i progetti possono richiedere interventi per evidenziarne il contenuto
innovativo o gli aspetti economici.
Il BAN, di conseguenza, presta al proponente l'idea l'assistenza
di cui necessita a seconda del livello di sviluppo del suo progetto.
In considerazione della gamma illimitata di settori in cui è
possibile intervenire, il BAN si avvale anche di consulenze esterne.
Ai potenziali investitori viene presentato
un Business Plan che illustra l’idea di impresa.
Il business plan è uno studio di fattibilità che presenta
il progetto di investimento sia da un punto di vista descrittivo
che numerico, dimostrando la validità del progetto dal punto
di vista della collocazione del prodotto o servizio sul mercato
e del raggiungimento dei previsti risultati economici.
Nello specifico, il business plan contiene l’analisi del programma
proposto, la descrizione del prodotto/servizio fornito, degli investimenti
necessari, degli effetti sulla capacità produttiva, sulla
produzione e sull’occupazione, degli andamenti storici e previsionali
del settore, dei mercati di sbocco di riferimento e della concorrenza,
delle risorse finanziarie, della strategia generale d’impresa,
degli effetti sull’ambiente, etc. Sono descritti gli effetti
dell’investimento sui bilanci dell’impresa, in particolare
l’andamento economico-finanziario e quindi l’andamento
degli indici di bilancio più importanti rispetto al dato
investimento.
Per la preparazione del business plan l'imprenditore
potrà avvalersi dell'assistenza della rete BIG BAN che fornirà
indicazioni sia sul contenuto della presentazione sia sui tempi
della stessa. Per aumentarne l’efficacia si richiederà
la presentazione in anticipo rispetto alla data dell’incontro,
per apportare eventuali ulteriori miglioramenti. Il proponente dovrà
rispettare contenuto e tempi della presentazione.
Come il Business Angel viene in contatto con la Rete
Gli investitori informali che desiderano aderire
alla rete BIG BAN possono contattarci compilando la scheda "Business
Angel" e rinviandola via fax allo 0573 964486 all'attenzione
della Dott.ssa Silvia Robbiano. In alternativa, è possibile
richiedere informazioni all’indirizzo e-mail: ciibis@tin.it,
oppure telefonare allo 0573 964482.
Il BIG BAN valuta la candidatura pervenuta e contatta personalmente
il candidato. Nel caso in cui la candidatura soddisfi i requisiti
richiesti, il Business Angel firma un contratto in cui si richiede
l’adesione alla rete BIG BAN mediante la sottoscrizione di
un accordo e di riservatezza delle informazioni. L'adesione alla
rete dà diritto a partecipare a tutte le attività
che verranno promosse e a sfruttare le agevolazioni stabilite.
Il BIG BAN invia periodicamente ai Business Angel aderenti alla
rete le informazioni sui progetti per la presentazione ai matching
degli investimenti, oltre all'invito a partecipare agli stessi.
La partecipazione ai forum consente ai BA di conoscere personalmente
gli imprenditori durante l'esposizione dei loro progetti e di porre
le domande che ritengono necessarie al fine di valutare l'investimento.
Se nel corso degli incontri predisposti una idea viene selezionata
da un Business Angel, si procede con la negoziazione dell'accordo
di collaborazione (che la struttura BAN può contribuire a
definire) e al BIG BAN è dovuta dall'imprenditore e dal proponente
l'idea un rimborso spese del 2% (nell'ammontare dell'1% ciascuno)
dell'apporto di capitale investito.
I Business Angel venuti a contatto con le idee imprenditoriali attraverso
la presentazione avvenuta nel forum possono avvalersi della collaborazione
e assistenza del BIG BAN nelle trattative che decideranno di intraprendere
con il proponente l’idea. Successivamente, il BAN si riserva
di continuare il monitoraggio dei progetti presentati, nonché
dei matching andati a buon fine. |